Categoria: Editoriali

Un mondo fratturato, un mondo da ricomporre

Negli anni Novanta la narrazione prevalente prefigurava un futuro radioso per l’umanità, governata dalle leggi del mercato senza grandi interferenze da parte di una politica rimasta “senza ideologie”. In realtà, quell’ottimismo era intriso proprio di ideologia: l’ideologia economicista che recita ossessivamente il mantra del pareggio di bilancio, delle privatizzazioni e della liquefazione dei confini per …

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L’estate 2022

Questi mesi resteranno negli annali della meteorologia mondiale perché, ancora una volta, si sono battuti tutti i record di alte temperature. Ma non c’è solo questo. La continuità temporale tra la pandemia e la guerra in Ucraina ha incrinato definitivamente la narrazione ventennale sulla globalizzazione.

Il clima impazzito della Niña

Le marcate anomalie climatiche di questi ultimi mesi, con temperature roventi e forte siccità, sono state erroneamente collegate da molti media al cambiamento climatico. In realtà vanno lette in modo diverso e più specifico: siamo in un anno della Niña.

La scacchiera del Pacifico

Le guerre, almeno dai tempi della Grecia classica in poi, si sono combattute anche sui mari. Non solo: nella lunga parentesi di storia dell’umanità in cui la navigazione è stata l’unica via di comunicazione intercontinentale, il controllo dei punti critici e di passaggio tra un mare e l’altro è stato sempre un obiettivo strategico primario.

Pandemia e voto in America Latina

Il voto al primo turno nelle elezioni presidenziali colombiane conferma l’esistenza di un’ondata punitiva nei confronti delle forze politiche che hanno governato durante la pandemia. Federico Gutiérrez, l’erede designato del presidente uscente Iván Duque, ha raccolto appena il 23% dei voti, risultato che per la prima volta esclude la destra colombiana dalla corsa per il potere.

Il nodo energetico della guerra ucraina

Nella narrazione e nello svolgimento della guerra ucraina c’è qualcosa che non torna. O meglio, che ci insegna come anche questo conflitto sia influenzato dai legami che la globalizzazione ha creato a partire dagli anni ’90 del secolo scorso.

Europa, la lezione della Brexit

Per il Regno Unito, il bilancio dei primi sei anni da Paese extracomunitario non è di sicuro positivo. Contrariamente a quanto dicevano nel 2016 i sostenitori dell’uscita dall’Europa, l’export con gli Stati comunitari è crollato: -40,7% in media, con punte del -63% nel settore alimentare.

Il Risiko delle tasse

Sono stati il G20 e poi l’OCSE a dare il via a una piccola rivoluzione dal grande significato: quella della Global Tax, proposta da Joe Biden. Un provvedimento che dovrebbe introdurre un principio di equità fiscale globale, chiudendo una parentesi durata tre decenni in cui le grandi multinazionali, soprattutto quelle del settore digitale, sono riuscite legalmente a non versare tasse sui loro profitti, grazie ad abili giochi di fantasia fiscale.

La vittoria della dottrina Bush

Al di là della retorica di guerra adottata fin dall’inizio dell’invasione, ora conosciamo le “vere” cause del conflitto ucraino. Nel discorso del Giorno della Vittoria pronunciato sulla Piazza Rossa, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha sostenuto che l’Ucraina stava per “ricevere” l’arma atomica e che la Nato aveva in previsione la conquista militare della Crimea e del Donbas.

Gli oligarchi della West Coast

I populisti della West Coast statunitense, quelli come Musk, Zuckerberg, Bezos e Gates, possono essere anche definiti oligarchi a stelle e strisce. Come i loro “colleghi” russi, infatti, dispongono di un enorme potere di ricatto nei confronti della politica, accumulano fortune inimmaginabili, non pagano le tasse (anche se in modo legale) e desertificano i loro habitat: nei paradisi del miracolo digitale, il folle aumento dei prezzi immobiliari e del costo della vita espelle i ceti medi e soprattutto i poveri, impossibilitati a vivere.

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