larissa soffientini

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Conflitto e terra

Il conflitto ucraino ha ormai superato i due mesi di durata e ancora non se ne vede la fine. La meno considerata tra le ricadute negative della guerra sull’economia globale riguarda la sicurezza alimentare. In primavera nelle campagne ucraine si seminano il grano e il girasole, fondamentali per sfamare circa 400 milioni di persone nel mondo, soprattutto in Africa.

Quale guerra?

A due mesi dall’invasione russa dell’Ucraina, il conflitto bellico che si è generato resta sostanzialmente una guerra europea, anche se non mancano le ripercussioni sull’economia globale. È sempre più palese come il tentativo delle potenze occidentali di collocarlo al centro dell’attenzione e della solidarietà mondiali sia fallito. Fuori dalla cerchia dei Paesi aderenti alla NATO, al di là dei rari Paesi che presentano strette relazioni politiche ed economiche con la Russia, l’atteggiamento dominante è per la stragrande maggioranza quello della semplice indifferenza.

La globalizzazione è finita?

A sentire Larry Fink, Ceo di BlackRock, il più grande fondo di investimento mondiale, la guerra in Ucraina avrebbe posto fine alla globalizzazione, almeno così come l’abbiamo conosciuta finora.

È la globalizzazione bellezza

militare di Putin, che mirava a prendere il controllo del Paese per poter negoziare da una posizione di piena occupazione, lo scenario cambia solo in parte: ci sarà comunque un negoziato con Putin nel ruolo di occupante, ma solo sui territori contesi, e cioè la penisola di Crimea, le due province del Donbas e il corridoio terrestre che le collega.

La riscoperta dello scontro delle civiltà

Per spiegare il conflitto russo-ucraino si sta facendo spesso riferimento alle teorie di Samuel Huntington, il politologo statunitense che nel 1993 contrappose il concetto di “scontro delle civiltà” alle tesi del collega Francis Fukuyama, il teorico della “fine della storia”.

Le catene del metano

Stati Uniti e Regno Unito hanno deciso di sospendere gli acquisti di greggio russo come sanzione ulteriore nei confronti del governo di Mosca. Sanno che in questo modo colpiscono al cuore l’economia post-sovietica che dipende – come quella di un qualsiasi Paese in via di sviluppo – pressoché solo dalle commodities.

La guerra per l’oro verde del Michoacan

Sulle montagne del Messico centrale già diecimila anni fa si coltivava l’aguacate, l’avocado, il cui nome nella lingua degli olmechi significa “testicolo”.

Il mondo sta a guardare

Sono tuttora poche le reazioni a un fatto di enorme gravità quale l’invasione armata di un Paese sovrano con l’intenzione di smembrarlo, sostituirne il governo e deciderne il futuro. Da molto tempo non succedeva nulla di simile: bisogna fare un salto all’indietro di tre decenni per trovare analogie

Russia, potenza regionale anomala

La Russia di Putin è una potenza fortemente sopravvalutata. E questo in virtù della sua storia, indissolubilmente legata all’esperienza dell’Unione Sovietica, e delle sue enormi dimensioni geografiche a cavallo tra Asia ed Europa. Ma le differenze con le due vere potenze globali, Cina e Stati Uniti, e anche con quella che fu l’Unione Sovietica, sono …

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Un mese per ricordare la storia cancellata

pensiero del mondo, e si trova in pericolo di essere sterminata». Così scriveva Carter Godwin Woodson, lo storico afroamericano che nel 1915 fondò l’Associazione per lo Studio della Vita e della Storia dei Neri Americani.

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