Una donna alla Casa Bianca

Dopo l’elezione di Kamala Harris a vicepresidente degli Stati Uniti, sui media si è riversata un’ondata di retorica che ha esaltato alcuni dati della sua biografia come se fossero qualificanti. Questo soprattutto in Europa, dove ancor oggi i termini “immigrato” e “nero” sono automaticamente associati una condizione di marginalità e a lavori non qualificati. La posizione raggiunta da Harris, infatti, è stata presentata da alcuni come un “miracolo” per via della condizione dei genitori, immigrati di colore. Andando però a verificare, tanto il padre quanto la madre facevano parte dell’élite del mondo delle professioni, ambito nel quale, ormai da qualche tempo, le differenze etniche sono state praticamente abolite: a contare sono in primo luogo i titoli. Il padre di Kamala Harris, giamaicano, si è laureato a Berkeley in economia ed è professore emerito a Stanford; la madre, indiana, è endocrinologa e oncologa di fama internazionale per via delle sue ricerche sul tumore al seno. Per questo le loro due figlie hanno potuto frequentare scuole e università importanti e costose senza bisogno di borse di studio. LEGGI

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