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La potenza nei numeri

l controllo demografico esercitato negli ultimi decenni dalla Cina ha dato i risultati attesi. Il tasso annuale di crescita demografica è sceso dall’1,55% del 1989 allo 0,35% stimato per il 2019 dalla Banca Mondiale. Secondo le indiscrezioni sui dati dell’ultimo censimento, ancora non ufficialmente comunicati da Pechino, la popolazione totale sarebbe addirittura già in calo, attestandosi in ogni caso sotto la soglia del miliardo e 400 milioni. I numeri assoluti rimangono impressionanti, ma la situazione potrebbe avere come conseguenza la moltiplicazione di problemi già noti da noi.

I colossi dai piedi d’argilla

Anche per i Paesi emergenti è arrivato il momento di pagare tributo al Covid-19. Nella prima parte del 2020 gli Stati più popolosi di quello che una volta si chiamava “terzo mondo” erano rimasti spettatori silenti della drammatica esplosione della pandemia in Cina, Europa Occidentale e poi negli Stati Uniti. Poi il coronavirus ha cominciato a dilagare in Brasile, in Indonesia, in Bangladesh, per arrivare all’attuale situazione fuori controllo in India.

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La Superlega globale

Gli Stati Uniti hanno aperto la strada con la pallacanestro e il football americano. Ma anche da noi esistono già tornei ai quali si partecipa soltanto in base all’appartenenza, senza qualificazioni né retrocessioni, e uno di essi riguarda addirittura le nazionali: il Sei Nazioni di rugby.

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Tempo di riforme globali

Arriva con forte ritardo, e solo perché il mondo è in emergenza. Ma potrebbe essere la riforma più importante degli ultimi vent’anni. Stiamo parlando della proposta fiscale di una “global minimum tax” avanzata da Joe Biden all’OCSE, l’organismo che raggruppa i Paesi più industrializzati al mondo, che fa il paio con l’annuncio, avanzato dalla Segretaria al Tesoro Janet Yellen al G20, sull’aumento dal 21 al 28% della tassazione sugli utili aziendali negli USA.

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Si fa presto a dire sanzione

Quando si parla di sanzioni internazionali, spesso si fa riferimento in modo generico a una categoria molto composita di provvedimenti, che possono essere applicati legittimamente oppure no. Le sanzioni militari o economiche sono considerate dal diritto internazionale come uno strumento lecito per colpire un Paese, o le persone fisiche che controllano un Paese, quando lo stesso viola diritti fondamentali oppure diventa una minaccia per la pace. In realtà, nella storia solo in pochi casi le sanzioni sono state applicate in nome del diritto internazionale.

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