Il mondo virtuale delle crociere

Dagli anni ’70 a oggi i crocieristi nel mondo sono passati da circa 500.000 a oltre 25 milioni: è il segmento del turismo che è cresciuto maggiormente nell’ultimo ventennio a livello globale, con un ritmo medio che sfiora il 20% all’anno. Mentre declinava il modello del beach resort “all inclusive”, perché i villaggi si scoprivano vulnerabili ad attentati terroristici, malattie e tsunami, il suo naturale sostituto era già pronto: la nave da crociera, che offre gli stessi comfort e in più garantisce la massima sicurezza immaginabile. Il passeggero che teme i luoghi ignoti non è nemmeno tenuto a scendere a terra. L’unico punto debole delle crociere sono i batteri, come quello della salmonella, che ogni tanto colpiscono a bordo generando situazioni a dir poco spiacevoli. Oppure i nuovi virus, come il coronavirus, che ha portato alla quarantena di oltre 3.000 persone in crociera al largo del Giappone per via di due casi sospetti. Ma si tratta di episodi isolati e marginali rispetto alla massa di persone trasportate dalle navi da crociera ogni anno. L’aumento vertiginoso della domanda sta travolgendo le stesse compagnie armatrici. Dopo anni di investimenti, la maggiore capacità ricettiva ha comportato il problema di garantire un’occupazione dei posti letto costante nei diversi periodi dell’anno. Per questo è scattata l’ora del viaggio low cost, nel quale l’importante sono i numeri e non la qualità. Troppa gente imbarcata, troppo grandi le navi, troppa manodopera sottopagata e demotivata. LEGGI

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