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Turismo, turismi Page 40To view this content in Flash, you must have version 8 or greater and Javascript must be enabled. To download the last Flash player
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i tentativi di un turismo alternativo sono ancora timidi, così come lo sono quelli di uscire dalla crisi mondiale attraverso nuovi modelli di sviluppo.
Può il turismo essere occasione di incontro con popoli e culture diverse? Troviamo una risposta nel libro di Marco Aime “L’incontro mancato” (Bollati Boringhieri, 2005) che già nel titolo propone
la tesi che l’autore andrà argomentando lungo 172 fitte pagine.
Con l’occhio dell’antropologo, quale in effetti è, Marco Aime si cimenta nell’analisi sia dei viaggiatori, sia dei popoli ospitanti citando anche tipologie di viaggio poco note in Italia; un esempio è quella dei roots travels organizzati negli USA per i borghesi afroamericani che cercano in Africa i presunti luoghi di provenienza dei propri antenati e giungono nel Continente Nero con un bagaglio di aspettative non sempre coincidenti con la realtà, né storica, né attuale.
In tutta la riflessione di Aime ricorre il leit motiv delle attese dei turisti costruite dalle immagini diffuse dai mass media, dalle guide turistiche, dal bisogno dell’uomo occidentale di incontrare un mondo
diverso dal suo. Troppo spesso succede invece che i Paesi ospitanti si adattino all’immaginario occidentale, facendo trovare ai viaggiatori ciò che essi si aspettano anzichè la realtà quotidiana, non sempre esaltante, dei luoghi visitati. Il Sud del mondo è cambiato e continuamente cambia anche grazie al contatto con la cultura occidentale, compresa quella veicolata dai turisti stessi, il cui impatto su territori e
culture non è mai uguale a zero.
Per incontrare davvero l’Altro occorrono tempo e pazienza, qualità delle quali la vita occidentale è sempre più avara persino nel tempo libero, che tale non è più dovendo essere colmato da quante più esperienze
possibili, comprese quelle di viaggio.
Nemmeno il turismo responsabile sfugge alla critica di Aime, anche se in questo caso il viaggiatore cerca di lasciare sul territorio risorse economiche più consistenti di quelle che le grandi compagnie turistiche
internazionali destinano ai parsi visitati.
Uno degli obiettivi più ambiziosi e importanti del turismo responsabile consiste nel mettere in contatto culture diverse perché si conoscano in un modo il più possibile diretto e in un clima di parità e reciprocità.
Il compito che ci si propone, tuttavia, è reso alquanto arduo, a volte impossibile, dai secoli di sfruttamento economico e di indottrinamento cultural-religioso esercitato dal Nord sul Sud del mondo.
Il seguente articolo comparso su “Dialogo Nord/Sud” ventotto anni fa ci dà un’idea del saccheggio di cui sono state vittime le culture africane e non solo, ma anche del debito accumulato nei loro confronti
dall’arte occidentale. Il libro, sempre ricco di citazioni e riferimenti ad altre opere, si conclude osservando che “l’incontro con l’altro... più che arricchirci di nuove conoscenze su popolazioni esotiche, ci porta a riflettere su noi e sul nostro mondo.”
Leo Hickman, Ultima chiamata, Ponte alle Grazie, 2008. Marco Aime, L’incontro mancato, Bollati Boringhieri, 2005.