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Turismo, turismi Page 38To view this content in Flash, you must have version 8 or greater and Javascript must be enabled. To download the last Flash player
click hereDal libro al blog
Per essere e rimanere un punto di riferimento aggiornato nel panorama del turismo responsabile, e più in generale della stampa turistica, il manuale continuerà a vivere anche online, nel sito www.aitr.org. “È nostra intenzione aprire un dialogo per affrontare gli aspetti critici e problematici, confrontare opinioni ed esperienze” spiega Maurizio Davolio “contribuendo così, tutti insieme, a migliorare le conoscenze, a progredire, e soprattutto a rendere il turismo sempre più sostenibile, equo e responsabile”.
ULTIMA CHIAMATA di Cecilia Cadeo
Ultima chiamata è il titolo del libro che il giornalista inglese Leo Hickman ha dato alle stampe nel 2007 e che è uscito in Italia l’anno seguente per i tipi di Salani.
“Ultima chiamata” è anche l’explicit dell’opera, le ultime parole con le quali si conclude questo lungo viaggio metaturistico, attraverso appunto le mete più frequentate del turismo mondiale:
“Sembrano esserci molte idee per ridurre l’impatto negativo del turismo, ma ciò che manca a questa potente industria è il tempo. Per molti luoghi splendidi questa è sicuramente l’ultima chiamata”.
In verità, le idee per ridurre l’impatto negativo del turismo non occupano la maggior parte di questo scritto, che è anzi più preoccupato di denunciare l’impatto negativo stesso.
Le numerose tappe del viaggio dell’autore sono altrettante occasioni per illustrare gli aspetti deteriori indotti da questa importante industria che negli ultimi decenni, soprattutto con l’affermazione
delle compagnie aeree low cost, ha visto un notevole sviluppo degli spostamenti di massa verso mete una volta poco note, o note solo ai backpacker, i ragazzi “zaino in spalla” (i quali spesso hanno fatto
involontariamente da apripista al turismo all inclusive, fatto di viaggi organizzati che arricchiscono i tour operator e le catene alberghiere, ma che lasciano poco o nulla nei Paesi ospiti (solo il 30% contro il 79%
lasciato dai turisti “zaino in spalla”).
Ogni località visitata è l’occasione per sottolineare un determinato aspetto del fenomeno turistico, riscontrabile poi anche in altre regioni.