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nizzazioni dell’agricoltura familiare, di

contadini e indigeni, distribuite in tutto

il territorio nazionale. I produttori familiari

non solo hanno creato il FoNAF, ma,

facendosi portatori di istanze in continua

crescita, hanno ottenuto che, sotto la

spinta di tali pressioni, il governo federale

approvasse la costituzione di una Segreteria

di sviluppo rurale e agricoltura

familiare, nell’ambito del neonato Ministero

dell’Agricoltura.

Il 25 giugno 2004 il Gruppo per il Mercato

Comune (GMC), organo esecutivo del

blocco regionale, ha istituito la Riunione

Specializzata di Agricoltura Familiare

(REAF) nel Mercosur, attraverso la Risoluzione

n° 11/04 che fissa l’obiettivo di rafforzare

le politiche pubbliche in materia

di agricoltura familiare per promuovere e

facilitare il commercio dei suoi prodotti.

La REAF nasce originalmente con caratteristiche

proprie, che ne definiscono la

struttura e la dinamica. Una peculiarità

distintiva è la sua concezione come spazio

plurale. Si stabilisce inoltre che potranno

participare alla REAF gli altri Stati

associati, cioè Bolivia, Cile e, in un secondo

momento, Venezuela. Allo stesso tempo

si afferma che si assicurerà la partecipazione

del settore privato nelle Sezioni

Nazionali; ciò significa che, nonostante

le decisioni vengano prese dai governi, le

attività della REAF devono fondarsi su un

intervento attivo del settore privato, attraverso

le organizzazioni che comprendono

i produttori e le produttrici familiari.

Nel dibattito tra le rappresentanze dei

Paesi della REAF e negli interscambi tra

governi e organizzazioni si confrontano le

diverse realtà in funzione di uno sviluppo

integrale ed equilibrato in ambito rurale,

fondato sull’agricoltura familiare quale

elemento di coesione e di costruzione di

identità regionale ma anche sul rispetto

delle differenze e sulla necessità di promuovere

gli equilibri necessari per garantire

equità nello sviluppo.

In un’ottica di integrazione solidale, il successo

del settore dell’agricoltura familiare

di un Paese non può essere ottenuto

a discapito dello stesso settore in un altro

Stato. Per questo motivo è necessario

mantenere uno spazio di dialogo tra le

organizzazioni sociali e i governi, al fine di

ridurre la distanza e la mancanza di conoscenza

da parte dei negoziatori e dei rappresentanti

statali in materia di agricoltura

familiare, così come gli impatti delle

loro politiche su di essa; è necessario collaborare

per l’elaborazione di politiche

settoriali e specifiche dirette all’agricoltura

familiare: e che queste siano politiche

attive. Oltre agli spazi regionali, la REAF

ha permesso di migliorare – e in molti casi

di iniziare – un dialogo interno tra le or-


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