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assistenzialiste per il nostro settore. Sono necessarie politiche differenziate per lo sviluppo rurale e per l’agricoltura familiare, e lo Stato deve riconoscere i produttori familiari quali soggetti indispensabili per uno sviluppo produttivo ed economico equo. Uno sviluppo che possa sostenere uno Stato democratico, multietnico e pluriculturale, che a sua volta garantisca la sovranità alimentare, l’accesso alla terra, all’acqua e a tutte le risorse naturali sulla base di una sostenibilità ecologica, economica e sociale ”. Risulta infine interessante segnalare un’opzione attuata da numerosi movimenti sociali: essa associa la costruzione di sovranità alimentare e differenti alternative per l’uso delle risorse alle culture originarie della regione. In questo senso, oltre al MST in Brasile e all’EZLN in Messico, i casi di Bolivia ed Ecuador appaiono come i più significativi. Negli ultimi decenni sono sorti nei due Paesi alcuni movimenti sociali che hanno avuto (e tuttora hanno) una partecipazione determinante nelle coalizioni politiche di governo proprio sulla base di rivendicazioni etniche. I due casi presentano comunque importanti differenze. In Bolivia la figura di Evo Morales rappresenta direttamente la maggioranza dei movimenti di campesinos e indigeni del Paese; dopo aver superato gravi conflitti politici con le élite sociali oggi all’opposizione, Morales ha rafforzato la sua leadership ottenendo la rielezione nel 2009. In Ecuador, invece, l’economista Rafael Correa è diventato presidente con il sostegno di uno dei principali movimenti sociali ed etnici della regione, la Confederazione delle Nazionalità Indigene dell’Ecuador (CONAIE); negli ultimi due anni, però, le politiche del governo sul tema del riconoscimento della diversità culturale e sull’uso delle risorse naturali hanno generato un duro confronto che non accenna a placarsi. In conclusione, il panorama che si presenta in America Latina è ancora una volta contraddittorio. Gli importanti risultati ottenuti in termini di sicurezza alimentare hanno di fatto condizionato le basi della sovranità alimentare su scala regionale, dato che il miglioramento generale si è fondato su profonde trasformazioni della proprietà e dell’uso della terra. D’altra parte queste trasformazioni hanno prodotto la nascita e il consolidamento di movimenti sociali che oggi promuovono in modo deciso modelli alternativi di sviluppo vincolati all’agricoltura familiare, all’affermazione delle culture indigene e all’articolazione con i movimenti No global ed ecologisti. In molti casi questi movimenti, grazie al ruolo attivo che rivesto- |


