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ganizzazioni campesine venezuelane allo scopo di contribuire concretamente alle politiche nazionali in materia di lotta alla povertà e alla malnutrizione. Anche questa iniziativa non è priva di contraddizioni. Come emerge da un’intervista di Miguel Teubal a un’importante dirigente del FNCEZ: “…Chavez ha spesso manifestato la propria ostilità nei confronti delle produzioni transgeniche e dell’agro-business; esistono però forti contraddizioni in molti degli accordi firmati dal suo governo. L’esempio forse più significativo è quello del pollo: il Venezuela lo compra da grandi produttori brasiliani che uccidono i nostri compagni dell’MST per poi rivenderlo a Mercal, una grande rete nazionale di supermercati, che è molto economica. È una contraddizione molto forte e di non facile soluzione in quanto neanche l’MST può garantire livelli di produzione in grado di rispondere alla domanda della popolazione ”. In Argentina l’espansione della coltivazione della soia transgenica ha trasformato il concetto di sicurezza alimentare. Da una parte l’erosione della capacità produttiva di altri settori agricoli (come il comparto del latte e quello della carne) ha decisamente accelerato il fenomeno della migrazione rurale (solo negli anni Novanta sono letteralmente sparite più di 100.000 piccole aziende), arrivando al paradosso della crisi del 2001, quando ci si rese conto che in un Paese storicamente definito il granaio del mondo, oltre il 50% della popolazione si trovava in condizioni di povertà e più di 7 milioni di persone (su un totale di circa 40) soffrivano di malnutrizione. D’altra parte la ripresa economica si è sostanzialmente appoggiata sulle “ritenzioni” di oleaginose, che hanno garantito la fluidità necessaria, tra l’altro, a finanziare i piani di assistenza sociale. La discussione politica sull’utilizzo di queste risorse continua a condizionare l’agenda politica nazionale, alimentando vari conflitti sociali e politici. Nella dialettica che si è generata nel Paese in funzione della possibile costruzione di un modello alternativo all’agro-business, le principali iniziative provengono dal settore dell’agricoltura familiare in articolazione con la Centrale Operaia Argentina e con altri attori sociali legati alla questione ambientale e alle reti di economia sociale. Nel 2004, all’interno di questo scenario, è stato creato il Foro Nacional de la Agricultura Familiar (FONAF), che raggruppa più di mille organizzazioni rurali di base. Nel documento programmatico proposto all’atto della sua fondazione il Foro dichiara che “…Non vogliamo più politiche |


