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Cittadinanza, agricoltura e sovranità alimentare La questione della sovranità alimentare si delinea come una delle chiavi di lettura più significative per ripensare uno sviluppo equo e sostenibile per la regione latinoamericana. In questo senso il contesto politico ed economico regionale mostra un complesso e articolato insieme di restrizioni e opportunità. Da una parte alcuni governi nazionali incorporano nelle loro coalizioni i movimenti sociali cercando di rafforzare un’identità progressista o di sinistra. Dall’altra non si può trascurare che la ripresa economica è stata in buona parte finanziata dalla crescita delle esportazioni di materie prime agricole dovuta all’espansione dell’agro-business, grazie a meccanismi di fiscalità che hanno trasferito allo Stato parte del prezzo delle materie prime agricole esportate (“ritenzioni”). In questa contraddizione si inseriscono le strategie delle organizzazioni e dei movimenti sociali che promuovono un uso della terra sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale oscillando tra collaborazione e conflitto con i governi nazionali. Il caso del Brasile è uno dei più significativi. Pur essendo uno dei principali esportatori di materie prime a livello mondiale (secondo esportatore di soia), fino all’inizio del nuovo millennio ha continuato a registrare significativi indici nelle deficienze alimentari della popolazione. Inoltre, per quanto riguarda la distribuzione della proprietà terriera, il Brasile è il secondo Paese al mondo per maggiore concentrazione: il 2,8% delle aziende rurali occupa infatti ben il 56,7% della superficie coltivabile. Intorno a questi nodi cruciali, cioè accesso all’alimentazione e proprietà della terra, è sorto uno dei principali movimenti sociali degli ultimi decenni: il “Movimiento de Trabajadores Rurales Sin Tierra” (Sem Terra). Fondato nel 1984, ha acquisito grande visibilità pubblica, nazionale e internazionale, grazie alla modalità di azione sul territorio, basata sulla diretta occupazione della terra. Seguendo una strategia di trasformazione aperta alla partecipazione di altri settori sociali, il MST integra il principale Fronte Campesino brasiliano con organizzazioni come la FETRAF (la Federazione dell’agricoltura familiare della potente Centrale Operaia Nazionale, CUT), con l’obiettivo di combattere il latifondo e promuovere l’agricoltura familiare come strumento per garantire equità sociale e sovranità alimentare. Questi attori hanno trovato nel governo nazionale un valido alleato; il presidente Lula ha ottenuto risultati |


