|
This is a SEO version of Per un'agricoltura con agricoltori Page 10 To view this content in Flash, you must have version 8 or greater and Javascript must be enabled. To download the last Flash player click here
scorciatoia per continuare a sovvenzionare la potente lobby dei coltivatori di mais, aggirando le indicazioni del WTO sullo smantellamento degli aiuti di Stato. Soltanto l’etanolo brasiliano, ricavato dalla canna da zucchero, produce molta più energia di quanta ne consumi, ma sarebbe pericoloso esportare questo modello in Paesi nei quali la sicurezza alimentare non è garantita. Il Brasile ricava etanolo dalla canna da zucchero da oltre 40 anni: con questo combustibile, a impatto quasi zero rispetto al cambiamento climatico, alimenta la metà delle automobili in circolazione. Il presidente Lula ha paragonato il suo etanolo al colesterolo “buono” e quello ricavato dal mais a quello “cattivo”. L’etanolo da canna da zucchero produce 8,3 volte più energia rispetto a quella che ha consumato per essere prodotto. Al contrario, l’etanolo di mais genera appena una volta e mezzo l’energia che si impiega per produrlo. I dati dell’agricoltura brasiliana sembrano confermare una sostanziale sostenibilità della politica dell’etanolo portata avanti da questo Paese. Su 340 milioni di ettari di terre coltivabili, la coltivazione di canna da zucchero per la produzione dell’etanolo ne occupa soltanto l’1%. Il Brasile respinge anche l’accusa che i biocombustibili siano alla base della progressiva deforestazione dell’Amazzonia, in realtà assediata dai produttori di soia. |


