La società frammentata

La crisi economica iniziata nel 2008 sta confermando alcuni concetti fondamentali che già era possibile intuire molto tempo fa. Un mondo deregolamentato è facile preda di interessi economici che si fanno man mano più forti, perché è lo stesso potere economico a fornire l’impalcatura sulla quale si articolano i cambiamenti che investono le società. La cosiddetta rivoluzione smart ha modificato abitudini consolidate e posto problemi dei quali è difficile intravedere le soluzioni. Alla liberalizzazione del lavoro, con le società spaccate tra gli over 40, in buona parte ancora tutelati dalle vecchie regole, e i giovani senza orizzonti lavorativi, farà seguito il calo del fabbisogno di manodopera per via della robotizzazione. Intanto sono state autorizzate le cosiddette ottimizzazioni fiscali, che hanno diviso il mondo del commercio e della produzione tra chi è sottoposto alla giurisdizione dei sistemi fiscali nazionali e chi, invece, riesce a evadere l’obbligo contributivo. Un tempo l’evasione fiscale era identificata con il piccolo commerciante o artigiano, oggi viene praticata su scala mondiale dai grandi gruppi multinazionali che operano e vendono ovunque, ma non pagano le tasse da nessuna parte. Le cifre che circolano sulle imposte non versate da uno solo dei giganti del web o dell’e-commerce sono di gran lunga superiori a quello che potrebbero evadere tutti gli idraulici del mondo. Anche il consumatore sta cambiando, con innovazioni che tendono a isolarlo rendendo più difficile la socializzazione: dalle casse automatiche nei supermercati ai fattorini che consegnano qualsiasi cosa a domicilio 24 ore al giorno. LEGGI

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